domenica 3 maggio 2009

L.O: L'occhio

http://127.0.0.1:51235/
L.O. : L'occhio

giovedì 30 aprile 2009

Corso eXe

sabato 18 aprile 2009

Insegnare le materie umanistiche con la LIM

http://puntoeduri.indire.it/digiscuola/offerta_lo/lo/117/

http://docs.google.com/Presentation?docid=dhhdx8bg_9fnv8k9dc&hl=en://

LIM - lavagna interattiva: matematica

mercoledì 15 aprile 2009

Benventuti a tec 2

Usi di una LIM in Second Life




Un'amica di nome Piera mi ha segnalato Sketchcast. E’ una lavagna, tipo la lavagna magica (quella che usavamo da piccoli..ricordate?? ) digitale che permette di registrare ciò che disegnamo con il nostro mouse. Una volta che ci si registra, iniziare è semplicissimo. Abbiamo a disposizione una matita, una gomma ed i colori...


lunedì 13 aprile 2009

lim

domenica 12 aprile 2009

L'uso della Lim fra classe e Rete

Tecnologia corso 2 Video lezione Prof.ssa Ermelinda Guarino


L'uso della Lim fra classe e Rete: una didattica sempre più orientata verso la collaborazione, l’interattività e la multimedialità. Il progetto Marinando come esperienza concreta di relazioni comunicative in grado di sostenere l’apprendimento Vorrei parlare di come è possibile utilizzare la Lim all’interno di Ambienti di Apprendimento che utilizzino una didattica collaborativa. Stiamo portando nella mia scuola una sperimentazione didattica che utilizza le Lim e utilizza la Lim in modalità condivisa, in rete con altre scuole distanti geograficamente e tutte collocate in Toscana. Voglio cercare di affrontare due aspetti diversi della didattica collaborativa, che utilizza, uno degli strumenti del proprio ambiente di apprendimento appunto la Lim, quindi l’uso della Lim in rete e l’uso della Lim all’interno della propria classe. Propone il video del progetto “Marinando” Marettimo in ambiente di apprendimento on line Marettimo, l'isola più piccola delle Egadi in provincia di Trapani. Mostra il luogo in cui lavora è la scuola “Istituto Comprensivo B. Minco” di Favignana che si trova in un’ isoletta la più lontana dell’arcipelago delle Egadi in provincia di Trapani e altri 2 Istituti. Che idee vi siamo fatti del breve filmato Ci troviamo su un’ isola, un’isola che ha particolari difficoltà specie in inverno perché è lontana e quando c’è per il maltempo non partono gli aliscafi, rimane per molto tempo isolato. Ciò ha determinato una serie di condizioni negative per le quali non c’è una continuità didattica gli insegnanti accettano difficilmente di andare in questa scuola, hanno difficoltà a raggiungere l’isola, i ragazzi si trovano ogni anno a cambiare insegnanti ma anche durante dello stesso anno scolastico. Ciò ha determinato nel giro di pochi anni un deupaperimento progressivo e fortissimo della popolazione. L’isola in pochissimo tempo ha perso più dell’80% della sua popolazione. Dopo il primo ciclo i genitori si trasferiscono, si trasferivano fino a due anni fa con la famiglia , l’isola in pratica si è spogliata dela popolazione più giovane e quindi più attiva, più acculturata La nostra difficoltà è anche di altri territori : comuni di montagne, comuni poco serviti, aree montane e isole minori con cui condividono gli stessi nostri problemi. In questi anni allora ci siamo posti il problema di come non far morire questi territori. La soluzione ci viene dalle tecnologie, solo esse possono dare un supporto alla nostra scuola Ci siamo interessati a vedere come le tecnologie risolvevano un problema di isolamento e nello stesso tempo rendevano efficace l’apprendimento all’interno di aule, di classi che sono poco numerosi. Da un paio di anni con il sostegno del Ministero attraverso Indire e il sostegno dei genitori, abbiamo potuto avviare un progetto un percorso sperimentale che mette in rete la piccolissima classe formata dell’isola di “Marettimo” formata solo da due alunni i cui genitori non potevano trasferirsi altrove, uno era panettiere. In realtà non è una vera classe ma un corso di preparazione agli esami. A partire da questo bisogno abbiamo organizzato un percorso sperimentale in rete. Partiamo da questo principio: il diritto allo studio deve essere garantito a tutti; uno Stato moderno, uno Stato efficiente deve impegnarsi a garantire a qualunque pezzettino di territorio il diritto all’istruzione in ugual misura su tutto l’intero territorio nazionale, e a qualunque deve garantire una formazione di alta qualità , che non è solo erogare un servizio ma la formazione di alta qualità significa qualcosa di molto diverso. Presenta l’isola e l’unica parte abitata. La sperimentazione sta proseguendo e si sta cercando di mettere appunto come esempio per altri territori che abbiano delle difficoltà simili. Quello che faremo è vedere come questa storia ci interessa e a partire da questa situazione si possono trarre indicazioni utili per altre realtà; ma poi proseguiremo con la focalizzazione dell’uso della Lim all’interno della di un ambiente di apprendimento. Parto prima dalla mia esperienza che è unica e particolare , abbiamo cerato un ambiente sostenuto dalle tecnologie. Ci sono sei classi della scuola di primo grado dislocate in Toscana; a Marettimo la prima classe di quest’anno è formata da tre ragazzi, la seconda è formata da due ragazzi. Non è una vera e propria classe ma è un corso di preparazione agli esami. Ci sono tre insegnanti su due alunni , quasi il tutore di altri tempi. Questo potrebbe essere positivo. Il rapporto alunni docenti è sbilanciato. Ma cosa succede quando due ragazzi, non hanno con chi socializzare, come imparano una lezione, come imparano a crescere, quali possibilità hanno di crescita, di scontro, di condivisione posso avere con un altro coetaneo? L’apprendimento è individuale, ciascuno impara, ma impara in un contesto che è più ampio, attraverso le relazioni, all’interno di una classe, senza possibilità di misurarsi con altre persone che fanno parte dell’ambiente, all’interno di un gruppo, senza possibilità di misurarsi, in realtà, non c’è apprendimento, posso solo avere emozioni. Il mio paradigma cognitivo, quello che io so, è limitato e non si sviluppa, non riesce ad avere a sufficienza stimoli per crescere per rendere me un vero cittadino , un cittadino capace di misurarsi con il mondo. I ragazzi hanno la necessità di crescere culturalmente e lo possono fare solo se vivono all’interno di un ambiente ricco di stimoli, solo se vivono in un ambiente in cui i ragazzi sono attivi e partecipi , se all’interno di un ambiente possono misurarsi con qualcun altro. Marettimo, Firenze, Capacci , Scandicci… Ogni giorno utilizziamo quest’ambiente di apprendimento in rete in queste scuole avviene tutti giorni, i ragazzi si collegano con le classi di Firenze, fanno scuola assieme, è un’unica classe virtuale. Abbiamo abbattuto le barriere spaziali abbiamo creato virtualmente con le altre classi un’unica classe. Insieme entrano a scuola, attraverso un sistema sofisticato della video conferenza, ci si collega si fa lezione, più la lavagna multimediale. Perché : 1. Pochi bambini 2. Forte turn over degli insegnanti 3. Discontinuità didattica 4. isolamento invernale 5. problemi di efficacia formativa e di sviluppo di abilità sociali 6. fornire un ambiente sociale in cui l’apprendimento diventi un processo stimolante e significativo 7. si consente ai ragazzi di avere davvero una ricchezza di stimoli anche da parte dei docenti, specialisti delle discipline, essi dovendo fare con li ragazzi non solo una lezione frontale cioè dovendo non solo trasmettere delle informazione, ma dovendo dare loro delle competenze , ci si pone il problema di come farlo. Non è semplice. Qual è il modello più frequente della teledidattica? quale passa facilmente? Con la videocamera faccio una lezione, spiego, i ragazzi ascoltano poi fanno i compiti, poi daranno l’elaborato, questo è uno schema che utilizziamo , un modello che va per la maggiore. Questo è un modello non solo della telematica , ma lo schema che va per la maggiore. Quanta parte hanno i ragazzi di essere attivi all’interno della lezione. Quanto spazio viene dedicato alla loro parola e non soltanto alla parola del docente, il fatto che il docente in qualche modo sia il depositario del sapere e quindi eroghi questo questo sapere agli alunni, penso che è un modello abbastanza diffuso, è il modello anche più semplice che fa risparmiare tante energie, concentro le mie informazioni all’interno della mia lezione, la dico a tanti, posso organizzare la mia lezione, con video e sussidi ma comunque erogo informazioni, li trasmetto. La lavagna è straordinaria, affascina, ti fa venire voglia di metterci su le mani, ma questo può essere anche un problema, perché la lavagna da sola non necessariamente garantisce un modello di didattica diverso, non necessariamente garantisce che ci sia una lezione sia diversa, perché io inserisco immagini, video, testi, effetti speciali e voi siete lì ad ascoltare è una lezione più rica dal punto di vista mediatico ma è sempre il docente che eroga un contenuto, può esserci una lezione più piena di contenuti multimediali od altro ma non garantisce necessariamente un modello di didattica diverso. Potrebbe essere persino peggiore, può rendere l’ascolto ancora più passivo, è come essere di fronte ad un televisore ad una trasmissione televisiva in cui ci sono tante cose ma lì si è seduti a guardare e non a partecipare. Occorre far proprio la Lim è uno strumento non tanto per i docenti , ma per gli alunni, è uno spazio condiviso con altre classi, uno spazio condiviso sul quale gli alunni lavorano, è uno spazio di scrittura collaborativa cioè io posso intervenire sul testo, esso compare dall’altra parte, l’altro può intervenire e cambiare il testo; i ragazzi dall’altra parte, l’altro può intervenire sul testo, può modificare il testo, gli alunni intervengono e il prodotto è il prodotto dell’interazione di più soggetti che lavorano assieme su questo testo , è uno spazio di lavoro , è uno spazio in cui gli alunni lavorano. Occorre fornire un ambiente sociale in cui l’apprendimento deve è stimolante e significativo. Stimolante perché la Lim introduce una serie di elementi multimediali che la lavagna di ardesia non può introdurre, ha delle estensioni tecnologiche, per cui possiamo avere una lavagna profonda, come se la Lim raccogliesse all’interno di uno spazio tante potenzialità e mette all’interno di un unico spazio tante e diverse potenzialità. Su questa possiamo non solo scrivere ma possiamo introdurre il suono, la manipolazione, (qualsiasi elemento introduco su questa superficie può essere spostato cambiato e manipolato) tutto ciò che non era possibile in altre estensioni tecnologiche ( il video proiettore, il computer) contiene in sé tutte la possibilità che la multimedialità offre. Davvero la Lim si rivolgerà alle varie intelligenze dei nostri alunni, li catturerà. Ma sarà soprattutto un potentissimo strumento di creazione di un sapere di più persone che insieme ci si mettono e lavorano. Come funziona ? Abbiamo LIM , abbiamo la connessione Internet e il softwaare Bridgit che consente la condivisione delle lavagne una in Toscana, con altre scuole. il livello di condivisione è vario, per grado e di livello superiore, si può arrivare a condividere tutto il computer dell’altra parte, attraverso lo schermo. L’interazione avviene sulla lavagna, si può chiedere di continuare ad un alunno o un altro Nicholas Negroponte colui che ha ideato il computer a 100 euro, afferma : “L’idea di Internet alla base dei nostri progetti è quella di un nuovo veicolo per la comunità e per la comunicazione, la cosa meno importante è considerare la Rete come risorsa di informazione: ciò che conta è dare alle persone la possibilità di fare cose che non erano riuscite mai a fare prima.” La rete è una risorsa di informazione , nel senso che non solo ci si entra si scarica, prima si poteva solo scaricare e pubblicare, il lettore era un fruitore passivo. In pratica, la Rete prima era intesa come risorsa e distributore di informazioni e basta, prima il soggetto individuava e trovava di tutto e di più, scaricava il materiale utile…ma non poteva agire, non poteva pubblicare, quindi era fruitore passivo della rete, oggi può diventare produttore con blog e wiki con pochi passaggi: apro poi scrivo, inserisco do accesso agli utenti, con l’arrivo dei blog. La Rete oggi sta diventando qualcosa di più. Vogliamo che le tecnologie non diventino solo strumento per la distribuzione delle informazioni, vogliamo che diventi qualcosa di più, diventi un canale di supporto per la comunicazione un ottimo strumento di collaborazione, di cooperazione e di condivisione per attività cognitive di problem solving, ricerca. Come wiki che si modifica e diventa frutto condiviso. Qualunque strumento tecnologico da sola non basta a produrre cooperazione e apprendimento significato, la cooperazione presuppone: consapevolezza, corrette scelte tecnologiche, progettazione efficace dell’intervento. Parlare di didattica collaborativa significa cambiare paradigma normale della didattica quotidiana, perchè quando io devo fare in modo che i miei alunni non ascoltino me ma lavorino tra di loro non posso improvvisare, perché se io improvviso il tutto diventa inefficace e questo modo di lavorare diventerà agli occhi dei ragazzi un’assoluta perdita di tempo, se io voglio che i miei ragazzi lavorino all’interno della classe in modo collaborativo e a distanza in una classe virtuale devo cambiare il mio ruolo non posso erogare, non posso parlare, ma devo organizzare, devo individuare qual è attività che secondo me è signifitiva, devo organizzare i tempi , i ruoli all’interno dei gruppi, gli obiettivi, quali strategie didattiche applicare. Ciò significa cambiare : non si legge e si spiega. Tutto cambia profondamente. L’insegnante diventa facilitatore, ci si concentra in piccoli gruppi e l’insegnante aiuta controlla, sostiene. I docenti (si domandano attraverso la Lim) su cosa facciamo e come lo facciamo. Il Progetto Marinando si articola sui contenuti, strumenti , processi. I contenuti sono le lezioni dei docenti. Gli strumenti sono: l’apparecchiatura della video conferenza , la Lim, gli ambienti sincroni e asincroni di PuntoEdu , un ambiente di apprendimento protetto si accede con password ad una serie di strumenti per la comunicazione sincrona e asincrona ( Breeze per video conferenze per comunicazione sincrona come la chat, c’è un forum, le risorse digitali…). Speriamo di avviare anche Wiki I processi che cerchiamo di attivare sono: sociali ( vogliamo che gli alunni acquisiscano quelle competenze sociali per cui sono in grado di comunicare, sono in grado di sostenere un confronto, sono in grado di mediare all’interno di una discussione), cognitivi (perché vogliamo che gli alunni apprendano) affettivi (gli alunni hanno opportunità di amici). La diversità è una ricchezza , il ragazzo di città conosce l’isola e viceversa. L’Ambiente di apprendimento è un luogo in cui quelli che apprendono possono lavorare aiutandosi reciprocamente, avvalendosi di una varietà di risorse e strumenti informativi, di attività di apprendimento guidato o di problem solving. L’Ambiente di apprendimento è un luogo dove ci sono le persone, è uno spazio fisico, ci sono dei comportamenti, si fanno delle attività , ci sono dei tempi , ci sono degli studenti, c’è una relazione tra gli attori. Quello che abbiamo cercato di fare con il “Progetto Marinando” è stato costruire un Ambiente di apprendimento che fosse ricco stimolante, a distanza, in modo che tutti gli attori (i docenti, gli alunni in presenza , gli alunni a distanza) potessero crescere, facendo delle cose assieme e in qualche modo quindi cambiando quello che sapevano prima, il loro paradigma cognitivo, trasformandolo in qualcosa di più ricco. I ragazzi di Marettimo sono davvero un esempio , perché sono simili a quelli delle borgate, di quartieri molto chiusi. Di fronte a qualcuno che dice qualcosa di diverso generalmente si ha un atteggiamento di chiusura perché io ho ragione. La capacità di mediare e di riflettere su quello che “io sto facendo quello che tu stai dicendo” e quindi anche di cambiare. Il prof. Toschi quando parla del processo, la comunicazione che poi diventa processo per arrivare poi ad una trasformazione, un processo continuo che trasforma chiunque ne sia coinvolto. È questo quello che noi vogliamo, che gli alunni non imparino quattro lezioni in più, ma noi vogliamo che gli alunni abbiano all’interno del loro Ambiente di apprendimento, che noi cerchiamo di rendere più ricco e stimolante possibile, la possibilità di crescere e di trasformarsi e di avere poi una ricchezza maggiore. Quando Don Milani è andato a Barbiana c’erano pochissimi bambini e don Milani lì ha aperto e ha portato il mondo, quello che lui riteneva il suo dovere era quello di farli crescere questi 5 individui, di dare loro il massimo, farli diventare cittadini del mondo. È questo quello che noi abbiamo il dovere di fare a scuola attraverso un Ambiente di apprendimento, nella creazione di un Ambiente di apprendimento. L’Ambiente di apprendimento non può essere solo ricco tecnologicamente o ricco di strumenti, ma deve essere fatto di relazione, di attività strutturate in un modo precedentemente programmate e secondo una logica ed è fondamentale.. Affinchè l’apprendimento sia efficace occorre il coinvolgimento della sfera emotiva, perché se noi motiviamo i nostri alunni, e se a loro piace quello che stanno facendo, perché noi siamo riusciti a toccare qualcosa che è profondo per loro, allora la risposta è veloce , immediata e naturalmente trasforma l’apprendimento da un apprendimento meccanico diventa un apprendimento significativo- efficace Le emozioni agevolano e accelerano il processo di apprendimento: utilizzare situazioni emotivamente coinvolgenti , rende più piacevole e veloce l’apprendere . Un processo indispensabile per generare apprendimenti efficaci. (Goleman ) Caratteristiche della Lim. All’interno di questo processo è straordinario, ha un poteziale quello di rendere ludico il processo di apprendimento La Lim ha un potenziale per lo sviluppo sociale , sviluppa abilità sociali, della mediazione e della riflesività. Essa non serve solo per fare le cose più veloce, ma permette di fare cose che diversamente non si sarebbero potute fare, la Lim concentra le potenzialità, permette di entrare in rete, rende tutto più veloce, la Lim concentra in un unnico luogo le potenzialità del computer, facilita e rende tutto più ricco, l’accesso è più facile. La Lim dà l’opportunità di lavorare tutti insieme, ci si esercita insieme; attraverso la Lim e in rete si possono fare attività collaborative, in questo caso i docenti hanno naturalmente predisposto tutto, i gruppi possono utilizzare la lavagna o quando si ha più bisogno anche i computer. Quindi gli alunni possono collaborare tra loro, quindi la relazione non è solo sul compito ma anche tra i vari studenti. L’attività cooperativa in presenza viene favorita con la Lim. Abbiamo preparato una webquest, un’attività significativa, abbiamo predisposto una ricerca in rete, c’erano risorse da consultare, la webquest è stata utile per l’attività collaborativa e il confronto, utilizzata per conoscere i territori di Firenze e Marettimo. Abbiamo fatto un blog. Alla fine la prof ha fatto vedere con Google Hearth alcuni territori con dati e notizie utili agli alunni.